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Near miss, incidenti, infortuni e comportamenti pericolosi: perché oggi è fondamentale registrarli e analizzarli – modello procedura semplificata Safety

18 Mag 2026
Mauro Pepe
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analisi infortuni, incidente, infortunio, near miss

Negli ultimi anni il tema dei “near miss” o “mancati infortuni” è diventato sempre più centrale nei sistemi di prevenzione aziendale.

Oggi questo approccio trova un importante rafforzamento anche dal punto di vista normativo.

Con il Decreto Legge 31 ottobre 2025 n. 159, convertito nella Legge 29 dicembre 2025 n. 198, il legislatore ha introdotto nuove disposizioni finalizzate al rafforzamento della cultura della prevenzione e del tracciamento dei mancati infortuni.

L’obiettivo è molto chiaro: passare da una gestione “reattiva” della sicurezza — che interviene solo dopo l’infortunio — a un modello “predittivo e proattivo”, capace di individuare i segnali di rischio prima che si trasformino in eventi gravi.


Near miss: da buona prassi a obbligo organizzativo

Per molto tempo la gestione dei “near miss” o mancati infortuni è stata considerata principalmente una buona pratica nei sistemi di prevenzione aziendale.

Con il Decreto Legge 31 ottobre 2025 n. 159, convertito nella Legge 29 dicembre 2025 n. 198, il legislatore ha introdotto nuove disposizioni finalizzate al rafforzamento della cultura della prevenzione e del tracciamento dei mancati infortuni.

L’obiettivo è molto chiaro: passare da una gestione “reattiva” della sicurezza — cioè intervenire dopo l’infortunio — a un modello “predittivo e proattivo”, capace di individuare i segnali di rischio prima che si trasformino in eventi gravi.


Il testo della norma

L’articolo 15 del DL 159/2025 prevede infatti che:

“Al fine di promuovere il miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e di ridurre l’incidenza degli infortuni, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d’intesa con l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), sentite le parti sociali, adotta, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, linee guida per l’identificazione, il tracciamento e l’analisi dei mancati infortuni da parte delle imprese con più di quindici dipendenti.”

La norma prosegue specificando inoltre che:

“Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sono individuate le modalità attraverso le quali le imprese comunicano i dati aggregati relativi agli eventi segnalati come mancati infortuni e le azioni correttive o preventive intraprese per il miglioramento della sicurezza”.

Un ulteriore passaggio molto importante riguarda il riconoscimento delle procedure già esistenti:

“Le linee guida […] sono adottate tenendo conto delle procedure per la gestione degli incidenti e la segnalazione dei mancati infortuni già elaborate dall’INAIL […] Le predette procedure restano ferme fino al loro eventuale aggiornamento o integrazione in coerenza con le medesime linee guida, anche al fine di evitare duplicazioni di adempimenti e di valorizzare i percorsi organizzativi già attuati.”


Un approccio sempre più predittivo alla sicurezza

Il nuovo impianto normativo introduce un concetto fondamentale: la sicurezza non deve basarsi soltanto sull’analisi degli infortuni già avvenuti, ma anche sull’osservazione di tutti quegli eventi che avrebbero potuto provocare danni.

I near miss rappresentano infatti eventi che:

  • non hanno causato danni a persone o cose;
  • ma avrebbero potuto provocarli.

Per questo motivo riconoscere, registrare e analizzare tali eventi consente di:

  • individuare criticità organizzative;
  • comprendere le cause profonde degli incidenti;
  • migliorare procedure e formazione;
  • prevenire il ripetersi di eventi simili;
  • aumentare la consapevolezza dei lavoratori.

Non solo near miss: è fondamentale analizzare anche infortuni, incidenti e comportamenti pericolosi

Quando si parla di prevenzione, spesso ci si concentra esclusivamente sugli infortuni con danno alla persona. In realtà un sistema efficace di gestione della sicurezza deve prendere in considerazione tutti gli eventi che evidenziano una criticità organizzativa o operativa.

Per questo motivo è fondamentale registrare e analizzare:

  • gli infortuni;
  • i mancati infortuni (near miss);
  • gli incidenti;
  • i comportamenti pericolosi.

Molto spesso un infortunio grave è preceduto da piccoli segnali ignorati nel tempo:

  • quasi cadute;
  • urti senza conseguenze;
  • errori operativi;
  • utilizzo scorretto di attrezzature;
  • mancato utilizzo dei DPI;
  • procedure non rispettate;
  • anomalie impiantistiche;
  • situazioni organizzative non sicure.

Ogni evento rappresenta un’informazione preziosa per comprendere dove il sistema aziendale presenti delle debolezze.



Cosa si intende per infortunio, incidente e comportamento pericoloso

Come riportato anche nella nostra procedura operativa aziendale , possiamo definire:

Infortunio

Evento che provoca un danno alla persona causato da un evento violento durante l’attività lavorativa.

Incidente

Evento che provoca danni a impianti, strutture, mezzi o attrezzature e che avrebbe potuto causare un infortunio.

Near miss (mancato infortunio)

Evento che non ha provocato conseguenze alle persone solo per circostanze favorevoli o casuali.

Comportamento pericoloso

Azione o modalità operativa che espone lavoratori o terzi a un rischio di infortunio o incidente.

Analizzare tutti questi aspetti permette di agire prima che si verifichino eventi più gravi.


L’importanza dell’analisi degli eventi nella valutazione dei rischi

La gestione di near miss, incidenti, infortuni e comportamenti pericolosi non rappresenta solamente una buona pratica organizzativa, ma costituisce uno strumento fondamentale per la valutazione e gestione dei rischi aziendali.

Già il D.Lgs. 81/08 prevede infatti che il Datore di Lavoro effettui una valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, aggiornandola in relazione:

  • all’evoluzione della tecnica;
  • all’organizzazione del lavoro;
  • alle modifiche del processo produttivo;
  • agli eventi che evidenziano criticità del sistema prevenzione.

L’analisi degli eventi permette quindi di trasformare situazioni concrete accadute in azienda in strumenti utili per:

  • individuare nuovi fattori di rischio;
  • comprendere le cause profonde degli eventi;
  • verificare l’efficacia delle misure adottate;
  • aggiornare DVR, procedure e formazione;
  • migliorare il sistema di prevenzione.

Il ruolo del Servizio di Prevenzione e Protezione

L’analisi degli eventi rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione del Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP).

Attraverso la raccolta e l’analisi sistematica di infortuni, incidenti e near miss, il SPP può infatti:

  • individuare fattori di rischio non adeguatamente considerati;
  • verificare l’efficacia delle misure di prevenzione;
  • proporre interventi migliorativi;
  • programmare attività formative;
  • aggiornare la valutazione dei rischi;
  • sviluppare azioni preventive e correttive efficaci.

L’articolo 33 del D.Lgs. 81/08 stabilisce infatti che il SPP deve provvedere:

“all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza”.

È evidente quindi come la gestione dei near miss rappresenti uno strumento concreto per adempiere a tali obblighi.


La partecipazione e collaborazione di tutte le figure aziendali

La prevenzione efficace non riguarda soltanto Datore di Lavoro o RSPP.

La sicurezza migliora realmente solo attraverso la partecipazione attiva di tutte le figure aziendali:

  • dirigenti;
  • preposti;
  • lavoratori;
  • RLS;
  • Medico Competente;
  • addetti emergenze;
  • responsabili di reparto.

Il sistema di segnalazione e analisi degli eventi deve quindi essere partecipato, semplice e condiviso.

Ogni lavoratore deve sentirsi parte attiva del miglioramento della sicurezza.


Il D.Lgs. 81/08 già richiamava la gestione dei near miss

Anche se il termine “near miss” non era esplicitamente diffuso nel testo originario del D.Lgs. 81/08, la normativa conteneva già numerosi richiami alla necessità di:

  • individuare i fattori di rischio;
  • segnalare condizioni pericolose;
  • coinvolgere attivamente lavoratori e preposti;
  • migliorare continuamente la prevenzione;
  • considerare eventi potenzialmente pericolosi.

Articolo 19 – Obblighi del preposto

L’articolo 19 prevede che il preposto debba:

“segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente […] ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro”.

Si tratta di uno dei riferimenti più chiari alla necessità di segnalare:

  • anomalie;
  • incidenti;
  • quasi incidenti;
  • comportamenti non sicuri;
  • situazioni di rischio.

Articolo 20 – Obblighi dei lavoratori

Anche i lavoratori hanno precisi obblighi di partecipazione attiva.

L’articolo 20 stabilisce infatti che il lavoratore debba:

“segnalare immediatamente […] qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza”.

La normativa quindi già attribuiva ai lavoratori un ruolo fondamentale nella prevenzione aziendale.


I near miss erano già richiamati anche nella formazione dei dirigenti

Un ulteriore elemento molto importante riguarda la formazione.

Già l’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 relativo alla formazione dei dirigenti prevedeva, all’interno del modulo dedicato all’individuazione e valutazione dei rischi:

“la considerazione degli infortuni mancati”.

Questo dimostra che il concetto di near miss fosse già riconosciuto da anni come elemento fondamentale nei sistemi di prevenzione e gestione della sicurezza.

Il nuovo DL 159/2025 rafforza quindi un principio già presente nel sistema normativo italiano, introducendo però un approccio più strutturato, organizzato e orientato alla raccolta e analisi sistematica degli eventi.


La nostra proposta: una procedura semplice e concreta

Molte aziende, soprattutto piccole e medie realtà, non dispongono ancora di un sistema strutturato per la gestione e l’analisi dei near miss, incidenti, infortuni e comportamenti pericolosi.

Per questo motivo abbiamo predisposto una procedura volutamente semplice, pratica e immediata, pensata per essere facilmente applicabile in qualsiasi contesto operativo.

L’obiettivo è consentire all’azienda di:

  1. registrare rapidamente gli eventi;
  2. analizzare le cause;
  3. individuare azioni correttive;
  4. verificare l’eventuale necessità di aggiornare il DVR;
  5. monitorare nel tempo il ripetersi delle criticità.

La nostra procedura operativa

La procedura predisposta prevede:

  • comunicazione immediata dell’evento;
  • raccolta delle informazioni;
  • analisi delle cause;
  • definizione delle azioni preventive e correttive;
  • eventuale revisione del DVR;
  • monitoraggio periodico degli eventi.

La procedura definisce inoltre ruoli e responsabilità di:

  • Datore di Lavoro;
  • RSPP;
  • preposti;
  • lavoratori;
  • RLS;
  • Medico Competente.

Come riportato nella procedura stessa:

“realizzare un’analisi degli eventi incidentali ed infortunistici occorsi così da garantire e gestire il realizzarsi di azioni correttive e preventive volte a migliorare la sicurezza e prevenire il ripetersi di tali eventi”


La scheda di registrazione eventi

A supporto della procedura è stata predisposta una scheda pratica di registrazione che consente di documentare:

  • data e ora dell’evento;
  • soggetti coinvolti;
  • descrizione dettagliata;
  • utilizzo dei DPI;
  • possibili cause;
  • azioni correttive;
  • eventuale necessità di aggiornamento del DVR.

La modulistica è stata progettata per essere semplice e compilabile direttamente da preposti, RSPP o responsabili aziendali.


Una procedura semplice ma integrabile

La proposta predisposta rappresenta volutamente una soluzione “snella”, facilmente adottabile anche da aziende che oggi non hanno ancora un sistema strutturato di gestione degli eventi.

Naturalmente la procedura può essere successivamente integrata con:

  • sistemi di gestione ISO 45001;
  • software HSE;
  • banche dati aziendali;
  • procedure ATS Brianza;
  • sistemi INFORMO INAIL;
  • piattaforme digitali;
  • analisi statistiche avanzate.

Questo consente alle organizzazioni di partire da una gestione semplice ma già coerente con le future evoluzioni normative.

-modello procedura semplificata Safety : modello Procedura Operativa “Gestione e Analisi Infortunio, mancati infortuni, Incidente, Comportamento Pericoloso”safety_rev_mag26

modello scheda semplificata Safety: Modello modulo registrazione apr26


La cultura della segnalazione

Uno degli aspetti più importanti è favorire la segnalazione spontanea dei near miss e dei comportamenti pericolosi da parte dei lavoratori.

Per ottenere risultati efficaci il sistema deve essere:

  • semplice;
  • veloce;
  • non punitivo;
  • orientato alla prevenzione;
  • partecipato.

Ogni segnalazione può rappresentare un’occasione concreta per evitare un futuro infortunio.

Come spesso diciamo nei corsi di formazione:

“Ogni near miss è un regalo: possiamo ignorarlo oppure utilizzarlo per migliorare la nostra sicurezza.”


Come possono prepararsi le aziende

In attesa delle future linee guida operative ministeriali, le aziende possono già iniziare a:

  • predisporre una procedura interna;
  • definire modalità semplici di segnalazione;
  • formare lavoratori e preposti;
  • registrare near miss, incidenti e infortuni;
  • monitorare i comportamenti pericolosi;
  • analizzare le cause degli eventi;
  • verificare l’efficacia delle azioni correttive adottate.

Partire oggi con una gestione semplice e concreta permette alle organizzazioni di arrivare preparate ai futuri obblighi normativi e di migliorare realmente il proprio sistema di prevenzione.


Conclusioni

La gestione di near miss, incidenti, infortuni e comportamenti pericolosi rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per sviluppare una reale cultura della prevenzione.

Il nuovo quadro normativo conferma che la sicurezza moderna deve essere sempre più:

  • preventiva;
  • partecipata;
  • organizzata;
  • basata sull’analisi degli eventi.

Anche una procedura semplice può aiutare concretamente le aziende a:

  • ridurre il rischio di infortuni;
  • migliorare la consapevolezza dei lavoratori;
  • individuare criticità organizzative;
  • prevenire il ripetersi degli eventi;
  • prepararsi ai futuri obblighi di monitoraggio e comunicazione previsti dalla normativa.

La prevenzione efficace nasce proprio dalla capacità di osservare e analizzare quei piccoli segnali che troppo spesso vengono sottovalutati.

a cura di Mauro Pepe


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