Nuovo PROTOCOLLo anti-contagio ambienti di lavoro

Siglato l’atteso aggiornamento al Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”

Aggiornato il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo 2020 (lvedi articolo 14 marzo), ed il 26/04/2020 è stato emanato il nuovo DCPM con le misure di contenimento, che consente la ripartenza di alcune attività dal 04/04/2020 e l’esecuzione di alcune attività.

  • attività operative non sospese: necessario attuare e aggiornare il Protocollo anti-contagio con le più recenti indicazioni.
  • attività in ripartenza il 04.05.2020: le organizzazioni, che riprendono la propria attività a partire dal 4 maggio 2020, possono svolgere tutte le attività propedeutiche alla riapertura a partire dal 27 aprile 2020.  Risulta necessario attuare e definire il Protocollo anti-contagio sia per la fase propedeutica che quella operativa.
  • attività ancora sospese: per tali attività è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività d pulizia e sanificazione e la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture.

 

E’ necessario effettuare la comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva e definire il Protocollo anti-contagio per le attività realizzate nella fase di sospensione.

L’attuazione dei protocolli anti-contagio è obbligatoria ai sensi dell’art 2 c. 6 del DPCM del 26/04/2020. La mancata attuazione dei protocolli che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.


vedi newsletter CIRCOLANDO in SICUREZZA 25 aprile 2020


Tra le principali novità sono da sottolineare:

  • la prosecuzione delle attività potrà avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino ai lavoratori adeguati livelli di protezione; la mancata attuazione del Protocollo determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
  • informazione vengono individuati gli obblighi in tal senso del datore di lavoro, ma contemporaneamente anche obblighi a carico del lavoratore, sia di ordine informativo che comportamentale, anche relativamente al corretto uso dei DPI;
  • l’ingresso in azienda di lavoratori già risultati positivi all’infezione da COVID-19 dovrà essere preceduto da una preventiva comunicazione contenente la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza. Se la positività dovesse riguardare un lavoratore di appaltatrice, il committente dovrà essere informato per poter individuare contatti stretti.
  • il Committente dovrà informare gli appaltatori riguardo i contenuti del protocollo e vigilare sulla sua applicazione.
  • pulizie e sanificazione chiarita la portata dell’accezione “sanificazione”, che aveva portato a interpretazioni non univoche soprattutto, riferendosi ora esplicitamente alla sanificazione individuata dal Ministero della Salute (circ. 5443/2020) ovvero una “pulizia accurata delle superfici ambientali con acqua e detergente seguita dall’applicazione di disinfettanti comunemente usati a livello ospedaliero” eseguibile pertanto dal personale ordinariamente addetto a tali servizi, e non già delle sanificazioni che comportino certificazioni di ditte esterne specializzate. Nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria.
  • precazioni igieniche personali: si sancisce l’obbligo di assicurare i gel detergenti per le mani ai lavoratori, mentre al punto 6, circa i DPI, l’obbligo individuato riguarda le mascherine chirurgiche che devono essere indossate negli spazi comuni.
  • È necessario il rispetto del distanziamento sociale attraverso una rimodulazione degli ambienti di lavoro ricavando spazi da uffici inutilizzati o sale riunioni, il riposizionamento distanziando le postazioni, l’uso di orari differenziati.

 

Il medico competete, alla ripresa delle attività, è coinvolto nell’identificazione dei soggetti con particolari situazioni di fragilità e nel reinserimento lavorativo di soggetti con pregressa infezione da COVID 19. È raccomandabile che la sorveglianza sanitaria ponga particolare attenzione ai soggetti fragili anche in relazione all’età. Per il reintegro progressivo di lavoratori dopo l’infezione da COVID-19, il medico competente, previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione effettua la visita medica precedente alla ripresa del lavoro a seguito di assenza per motivi di salute indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.


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Riepilogo adempimenti gestione misure anti-contagio

prevenzione protocollo emergenza covid19

Ogni datore di lavoro deve mettere in atto le misure di sicurezza anti-contagio e le misure preventive, prudenziali e cautelative, idonee ad assicurare la salubrità degli ambienti e che garantiscano le misure di contenimento da rischio indiretto biologico da agenti virali sul lavoro legato all’emergenza Covid-19, definite sulla scorta delle raccomandazioni e delle limitazioni indicate dai più recenti DPCM ed Ordinanze regionali.

Dovendo concentrare le risorse nella gestione delle attività risulta fondamentale agire nell’ottima della piena prevenzione, applicando il “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”:

  • verifica attività sospese (sospensione attività produttive, ad eccezione attività indicate nei DPCM e/o ordinanza Regionali | comunicazione Prefetto )
  • verifica raccomandazioni e limitazioni (come da DPCM e ordinanze Regionali)
  • costituzione comitato gestione emergenza (datore di lavoro, RSPP, RLS, MC, Preposti, Responsabili) e distribuzioni compiti (fare verbale)
  • definizione gestione informazioni e comunicazione e partecipazione
    • definizione policy di intervento (chi interviene, come e quando)
    • definizione obiettivi della comunicazione
    • valutazione efficacia delle comunicazione
  • riorganizzazione e rimodulazione attività
    • Gestione turnazioni, trasferte, lavoro agile
  • ambienti e posti di lavori, e attrezzature di lavoro
    • accesso sede (gestione accessi lavoratori, esterni, utenti, limitati, regole igiene, modalità trasferimento casa-lavoro, etc.)
    • riorganizzazione spazi e distanza personale (es. spogliatoi, mensa, segnaletica, postazioni di lavoro, spostamenti intrni, eventi, formazione, etc.)
    • igiene, pulizia ed areazione ambienti, posti di lavoro – attrezzature – automezzi (schede sicurezza!)
  • sorveglianza sanitaria – gestione emergenze – infortuni/malattia, lavoratori fragili
  • dispositivi di protezione e misure prevenzione nuove attività: scelta – acquisto – gestione – modalità corretto utilizzo – informazione/addestramento
  • verbalizzazione protocollo anti-contagio con indicazioni rischi e misure prevenzione SPP (eventuale aggiornamento DVR, piano interventi, piano emergenza, – rischi smart working, utilizzo sanificanti, etc.)
  • in-formazione – addestramento lavoratori, utenti, esterni, etc.
  • verifica e monitoraggio misure adottate

realizziamo incontri di in-formazione dedicati ai lavoratori

attraverso piattaforma webinar 
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FONDAMENTALE la VERBALIZZAZIONE
delle misure adottare, informazione condivisione con i lavoratori – sensibilizzazione e informazione continua – monitoraggio e utilizzo idonei sistemi di comunicazione, aggiornamento programma degli interventi – definzion aggiornamento analisi nuovi rischi e piano di emergenza
(es. smart working, nuove mansioni, attività anificazione, duvri, etc.)



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