• Chi siamo
  • Contatti
  • Dove siamo
  • Lavora con noi
  • Privacy – Whistleblowing
delicious
deviantart
facebook
linkedin
youtube
google_plus
email
Escape Room Rischio Chimico
Ricerca personale: tecnico prevenzione
Valutazione dello Stress Lavoro-Correlato: perché il Gruppo di Gestione è il vero fattore di successo del processo
Corsi di aggiornamento in e-learning: la formazione sicurezza diventa più flessibile con Safety Group e AiFOS
Seminario 23/06/26: “Line of Fire e valutazione del rischio: approcci operativi per RSPP e HSE”
  • Home
  • Formazione
    • Elenco corsi
    • Date – calendario corsi
    • Corsi VIDEOCONFERENZA
    • Corsi E-learning
    • Tariffario
    • Accreditamento ente formativo
    • Materiale didattico
    • Gestione formazione: file gestione gratuito
    • Webinar Safety33
  • Sicurezza
    • Salute e sicurezza
    • Sicurezza cantieri
    • Sicurezza antincendio
    • Formazione
  • Igiene
  • Ambiente
  • Medicina del lavoro
  • Consulenza

Stati Generali Salute e Sicurezza sul lavoro, il contributo di AiFOS al tavolo tematico “violenza, molestie e aggressioni”: l’intervento di Rita Somma

06 Dic 2024
Mauro Pepe
Off

Stati Generali Salute e Sicurezza sul lavoro, il contributo di AiFOS al tavolo tematico “violenza, molestie e aggressioni”

L’intervento di Rita Somma, Consigliera Nazionale AiFOS, presentato il 30 ottobre alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro

Leggi l’intervento di Rita Somma sul tema “violenza, molestie e aggressioni” effettuato a Roma il 30 nottobre 2024 in occasione degli Stati Generali Salute e Sicurezza sul lavoro
FAI CLIC QUI PER SCARICARE IL CONTRIBUTO IN FORMATO PDf direttamente dal sito di AIFOS

La formazione per la sicurezza

Chiedere più formazione ed ampliare la cultura della sicurezza è giusto ed è un obiettivo che certamente tutti gli operatori della salute e sicurezza sul lavoro devono porsi. Quello di cui, tuttavia, non si parla è la buona formazione: aumentare il quantitativo delle ore di formazione senza intervenire sulla qualità della formazione stessa è certamente un’occasione mancata. Non è sufficiente parlare di formazione a livello generale, ma si dovrebbe parlare, molto di più, dei docenti e dei formatori: ovvero di coloro che partecipano come progettisti ed erogatori della formazione. La legge 215 del 2021 ha modificato l’art. 37 del D. Lgs. 81/2008 imponendo la necessità di procedere all’accorpamento, alla rivisitazione ed alla modifica di tutti gli Accordi Stato-Regioni che disciplinano la formazione alla sicurezza entro la data del 30 giugno 2022. Sono passati 2 anni e 3 mesi e siamo alla “Bozza definitiva” dello scorso giugno. Al momento l’approvazione ancora non c’è e siamo certi che il documento possa essere migliorato.

  • Specifici commenti alla bozza sono stati fatti da AiFOS in occasione di diversi tavoli tecnici a cui partecipiamo come associazione professionale del settore
  • Come possiamo fare una buona formazione in un contesto normativo non definito, non chiaro, con incertezze e, alla fine, con tante difficoltà
  • L’azione di AiFOS va avanti ugualmente avendo come focus il “fare una buona e seria formazione”

Premessa

Già nel 2010 rapporto EU-OSHA “Workplace Violence and Harassment: a European Picture” ha inquadrato il fenomeno violenze e molestie in una prospettiva di sicurezza e salute sul lavoro. Il rapporto evidenzia, però, come la consapevolezza ed il riconoscimento dei problemi legati alla violenza e alle molestie da parte di ​terzi sia ancora insufficiente e, pertanto, esista una chiara necessità di promuovere e diffondere buone pratiche e misure di prevenzione sensibili al contesto, fornendo oltretutto indicazioni generali ancora attualissime sulla prassi preventive.

Una scelta prevenzionistica che richiede un chiaro orientamento istituzionale che possa fare da volano, da direttore d’orchestra, per delinearne la strada. Come muoversi? Come sempre, in tema salute e sicurezza, la scelta delle strategie da mettere in campo passa dall’analisi dei dati e dall’individuazione delle cause radice del fenomeno da governare. E, se parliamo di violenza e molestie sul lavoro, i dati pubblicati nel 2022 dall’Organizzazione Internazione del Lavoro, sono piuttosto eloquenti. L’indagine ILO rivela che, nel mondo, più di una persona su cinque (22,8% o 743 milioni di persone) dichiara di avere avuto almeno una forma di violenza o molestie sul lavoro nella vita lavorativa; di queste persone, circa un terzo ha riportato di avere avuto esperienza di più di una forma di violenza (fisica, sessuale, afferente all’ambito psicosociale).

I dati della ricerca ILO, dunque, delineano inconfutabilemente che quello delle violenze e molestie sul lavoro è uno scenario di rischio da attenzionare prioritariamente, anche se poco rappresentato nell’ex post, dalle denunce ad esempio, che rende di fatto sfuggente la sua lettura come rischio socialmente rilevante da affrontare.

Un gap quantitativo che potrebbe essere spiegato con il rapporto Experiences of Violence and Harassment at Work: A global first survey pubblicato da ILO nel dicembre 2022, che rileva come sia difficile quantificare la violenza e le molestie sul lavoro, perché spesso la vittima non ne parla (per paura, mancanza di fiducia nelle istituzioni, per la considerazione di “normalità” di tali comportamenti inaccettabili ….) e non denuncia. Uno scenario espositivo di rischio sommerso che sembrerebbe confermato dall’Indagine ISTAT 2016, “violenza sul luogo di lavoro”, che si sofferma su una delle forme di violenza e molestia, quella sessuale, evidenziando che “quando una donna subisce un ricatto sessuale, nel 80,9% dei casi non ne parla con nessuno” ed una percentuale ancora piu’ irrisoria denuncia.

Un indirizzo, quello sopra delineato, che ben riproduce la cornisce entro la quale si colloca la Convenzione ILO n. 190, sull’eliminazione della violenza e delle molestie che si verifichino in occasione di lavoro, in connessione con il lavoro o che scaturiscano dal lavoro (e la collegata la Raccomandazione n. 206) ratificata in Italia con Legge 4 del 15 gennaio 2021 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 20 del 26 gennaio 2021). Un disposto normativo che resta però, di fatto, una norma manifesto in assenza di leggi e regolamenti nazionali che richiedano ai datori di lavoro di intraprendere misure adeguate e proporzionate al rispettivo livello di controllo in materia di prevenzione della violenza e delle molestie sul lavoro (art. 9 Conv. ILO 190), includendo la violenza e le molestie, come pure i rischi psicolociali correlati, nella gestione della salute e della sicurezza sul lavoro, attraverso la valutazione dei rischi e l’adozione di misure per prevenirli e tenerli sotto controllo.

Qualcosa si è mosso recentemente sul tema (prevalentemente nell’ambito di organizzazioni di grandi dimensioni), sulla scia dell’implementazione di alcuni standard internazionali e norme di settore che hanno contribuito ad una maggiore consapevolezza del fenomeno e sollecitato le organizzazioni ad occuparsene (UNI/PdR 125:2022, UNI EN ISO 45003, UNI ISO 30415:2021, il Codice Delle Pari Opportunità, l’Accordo interconfederale di Attuazione del patto per la fabbrica del 12 dicembre 2018, SA 8000, etc.), seppur questo non sempre si è tradotto in sostanzialità di intervento o che possa essere considerato pervasivo nel sistema. E’ chiaro che siamo lontani dalla capillarità prevenzionistica, che stenta a radicalizzarsi nell’operatività soprattutto in quel 92%-94% di micro, piccole e medie imprese, che costituiscono il tessuto economico produttivo italiano. Un conto è l’azienda di grandi dimensioni ed un conto è quella di piccole dimensioni, lo rappresentano chiaramente anche gli indici infortunistici, in un concetto trasversale a tutti i fattori di rischio.

Le politiche prevenzionistiche non possono, pertanto, non considerare gli aspetti legati alle grandi trasformazioni del lavoro del XXI secolo, che comprendono un mutato contesto culturale, sociale ed economico, in termini di evoluzione tecnica e tecnologica, ma anche di modalità di prestazione, di organizzazione del lavoro, di relazioni industriali. Pensiamo al lavoro agile, che ha esasperato una processo di frammentazione della forza lavoro già avviato da anni, alla flessibilizzazione, all’avvento dell’I.A., che prestano il fianco a nuove opportunità ma anche a diversi scenari di rischio, aprendo necessariamente a nuove riflessioni.

La gestione del rischio violenza e molestia sul lavoro, come necessità delle politiche di promozione e prevenzione della salute e sicurezza sul lavoro, richiama fortemente quel principio generale di tutela delle condizioni di lavoro posto dall’art. 2087 del Codice Civile nonché la ratio strategica generale di tutela prevista dal Decreto Legislativo 81/08, che obbliga alla valutazione globale e documentata di “tutti” i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, nella misura in cui sia prevedibile e ragionevolmente fattibile. Fattispecie di rischio che, ci ricorda la corposa letteratura scientifica, può essere di origine esterna ma anche di origine interna all’organizzazione. Secondo l’OMS nella panoramica degli antecedenti e dei fattori ambientali delle molestie si possono includere, infatti, fattori interni quali:

  • Stile manageriale (inerzia del management; competizione senza regole, …)
  • Organizzazione del lavoro (compiti non ben definiti, eccesso di valore alla gerarchia, ambienti con troppe persone, ecc.)
  • Ambiente di lavoro (insicurezza del lavoro, scarso rispetto per le caratteristiche delle persone, ecc.).

Rischi psicosociali correlati a violenze e molestie sul lavoro che devono essere visualizzati nella duplice veste di rischi per la salute e per la sicurezza, che apportano un livello di rischio maggiore o emergente, anche in termini di attenzione e di probabilità di errore.

Orientare le organizzazioni, quindi, vuol dire porre l’obbligo a carico del datore di lavoro di valutazione e gestione del rischio quando questo costituisca un rischio di natura professionale prevedibile e prevenibile, legato allo svolgimento dell’attività lavorativa e al luogo di lavoro, a seguito del quale adottare:

  • Precauzioni già note e diffuse, declinandole alla specificità dei luoghi e delle attività lavorative.
  • Eventuali precauzioni aggiuntive per rischio aggiuntivo e differente da quello della popolazione in generale (es.: maneggiare valori, contatto con il pubblico, etc.).

Per fare questo c’è bisogno di un direttore di orchestra, lo dispone la Convenzione ILO (ART. 11 “Orientamento, formazione e sensibilizzazione”). Devono essere messi a disposizione dei datori di lavoro, delle lavoratrici e lavoratori, e delle rispettive organizzazioni, come pure delle autorità competenti, misure di orientamento, risorse, formazione o altri strumenti, in formati accessibili a seconda dei casi, sui temi della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro, ivi comprese la violenza e le molestie di genere. Serve, quindi, che le istituzioni di governo adottino una politica pubblica di prevenzione e promozione di tale rischio, condividano best practices, strumenti operativi, standard e metodologie di valutazione ed ogni altra azione utile, purchè semplice e concreta, superando l’approccio fatto solo di inutile carta.

Un indirizzo di questo tipo si inserisce è perfettamente il piu’ ampio concetto di cultura della sicurezza, alias “cultura organizzativa della salute e della sicurezza”, fatta di azioni concrete, che allarga lo sguardo oltre il singolo individuo e punta alla dimensione sociale della questione, agli aspetti comunitari, organizzativi, gruppali.

La prevenzione del rischio di violenza e molestie sul lavoro richiede necessariamente un’azione coordinata da parte di tutti i soggetti coinvolti: le istituzioni di governo, le parti sociali e gli altri settori sociali ed economici, i gruppi di professionisti e le organizzazioni, le autorità locali, l’industria e i mezzi di comunicazione di massa, che hanno l’importante responsabilità di mediare tra i diversi interessi presenti nella società. Le persone di ogni ceto sociale sono coinvolte come individui, famiglie e comunità.

Una proposta operativa

Un primo approccio alla questione parte dunque dall’adozione di leggi e regolamenti nazionali che, sulla scorta della Convenzione ILO n. 190 e delle norme internazionali di riferimento, possano indirizzare e vincolare i datori di lavoro all’obbligo di:

  • definizione di politiche aziendali, di codici di comportamento/codice etico in materia di violenza e di molestie, anche di genere, nei luoghi di lavoro ed a sostegno di un approccio inclusivo, integrato;
  • identificazione dei pericoli e valutazione dei rischi relativi alla violenza e alle molestie, effettuata con la partecipazione dei lavoratori e dei rispettivi rappresentanti, attraverso il dialogo sociale, la consultazione ed il coinvolgimento;
  • individuazione ed attuazione misure di prevenzione e protezione adeguate al contesto di rischio, sia di tipo strutturale e tecnico, sia di tipo organizzativo ed umano;
  • l’erogazione di informazione e formazione specifiche della forza lavoro in merito ai pericoli ed ai rischi identificati di violenza e di molestie e alle relative misure di prevenzione e di protezione, ivi compresi i diritti e le responsabilità, ma anche la preparazione dei lavoratori a reagire interpretando, riconoscendo ed anticipando le circostanze impreviste;
  • definizione di procedure e programmi di prevenzione (le procedure ed i programmi dovrebbero comprendere: modalità per la denuncia ed indagine, per la registrazione ed analisi di episodi di violenza, per la gestione dei conflitti tra i lavoratori, gestione della comunicazione, protezione delle vittime e dei testimoni o informatori, sensibilizzazione / deterrenti verso terzi, etc.);
  • definizione di procedure per il sostegno ad eventuali atti di violenza volto a contenere al minimo gli effetti dannosi dell’incidente e prevenire i sensi di colpa che possono insorgere nella vittima in seguito all’aggressione e che potrebbero indurla a non denunciare l’episodio;
  • …

Un nuovo modello di formazione per il tema delle violenze e molestie

Tra le misure indicate dall’art. 9 della Convenzione ILO n. 190, un posto importante è rappresentato espressamente dall”erogazione di informazione e formazione ai lavoratori e ad altri soggetti interessati, in modalità accessibili a seconda dei casi, in merito ai pericoli identificati di violenza e di molestie e alle relative misure di prevenzione e protezione, ivi compresi i diritti e le responsabilità dei lavoratori e di altri soggetti interessati …” in relazione alle politiche adottare ed attuate in materia di violenza e molestie sul lavoro.

La questione rischio violenza e molestie sul lavoro è, infatti, l’emblema di come il modello di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro non possa essere di tipo escludente ma richieda il dialogo tra esperti e “profani”, tra sapere teorico ed approccio pratico, con azioni partecipate dai destinatari dell’azione prevenzionistica, che devono possederne conoscenza e competenza (verticale e orizzontale, technical skills e soft skills) a tutti i livelli.

Questo si traduce nella necessità di efficaci processi educativi di promozione e prevenzione, puntando su: consapevolezza, educazione, competenza e responsabilità diffusa, che concorrono a determinare gli atteggiamenti ed i comportamenti.

Un orientamento che indirizza verso un processo di formazione e sensibilizzazione, da pensare in percorsi diversificati, che deve partire da vertici aziendali (management apicale ed intermedio) e coinvolgere tutti i lavoratori esposti, indirizzato verso un approccio non solo prescrittivo ma prestazionale.

I nuovi Accordi Stato Regione sulla formazione in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 37 del D. Lgs. 81/08 e smi) potrebbero pertanto, in tal senso, comprendere percorsi formativi dedicati al tema toccando argomenti quali:

  • consapevolezza del fenomeno (includendo violenza e molestie, inclusione, diversità, parità, etc.);
  • comportamenti accettabili e non, come reagire di fronte a comportamenti negativi, come ed a chi segnalare;
  • responsabilità, come ridurre gli antecedenti delle violenze, come intercettare i fenomeni di violenza, come reagire ad essi;
  • valutazione del rischio e sua riduzione;

La formazione potrebbe comprendere, nel caso:

  • tecniche di difesa
  • tecniche di de-escalation
  • assertività
  • tecniche di ascolto
  • tecniche di negoziazione

Per orientare verso la strutturazione di una formazione efficace ed efficiente dell’azione educativa, la regolamentazione dovrebbe considerare i seguenti principi cardine:

  • Focalizzazione sui discenti e altri beneficiari (obiettivi – apprendimento più personalizzato e risposta efficace a tutti i discenti con esigenze speciali, discenti a distanza)
  • Leadership progettuale (coinvolgimento dei discenti e degli altri beneficiari alla leadership, alla mission, alla vision attraverso partecipazione attiva)
  • Soddisfazione dei discenti e delle parti interessate
  • Miglioramento continuo e stimolo per l’eccellenza e l’innovazione
  • Responsabilità sociale e condotta etica della formazione
  • Accessibilità ed equità (usabilità – formazione inclusiva per tutti)
  • Consapevolezza di tutte le parti
  • Credibilità dell’organizzazione
  • Verifica e valutazione dei risultati, raggiungimento degli obiettivi generali e specifici.

La progettazione del processo dovrebbe essere indirizzata per basarsi su:

  • Norme attuative
  • valutazione dei rischi
  • organizzazione aziendale
  • comparto
  • contesto territoriale
  • contesto culturale, economico e sociale
  • popolazione di lavoratori di riferimento

La normativa dovrebbe disciplinare altresì:

  • Requisiti soggetti formatori
  • Requisiti docenti formatori
  • Durata
  • Indirizzi e requisiti minimi di validità
  • Strumenti di erogazione
  • ….

Un’attività di formazione così strutturata contribuirebbe ad allargarne i benefici sociali della formazione, che trasversalmente impatterebbero anche negli ambiti di vita, oltre che al miglioramento sostanziale sicurezza ma anche della competitività delle imprese.

FAI CLIC QUI PER SCARICARE IL CONTRIBUTO IN FORMATO dal sito di aifos in PDF

Fonte: AIFOS


corsi a calendario (corsi da 4 ore – 9/13 – in presenza presso sala formazione Safety Gallarate):

11 marzo 2025
La formazione esperienziale e la gamificazione: nuovi approcci per il miglioramento della FORMAZIONE e dell’ADDESTRAMENTO”

10 giugno 2025
La Metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® e il miglioramento della gestione dei near miss

02 ottobre 2025
L’importanza e il miglioramento della comunicazione di sicurezza con il supporto della gamificazione

16 dicembre 2025
La Metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® per un miglioramento della sicurezza negli ambienti di lavoro


Circolando in Sicurezza – iscriviti alla nostra newsletter periodica gratuita


Informazioni sull'autore

CORSI DI FORMAZIONE

banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner
banner

CERCA SU SAFETY GROUP

PROSSIMI CORSI

  • Corso ambiente confinato e/o Sospetto di Inquinamento
    • 15 Giu 26
  • Corso aggiornamento ambienti confinati e sospetti di inquinamento
    • 16 Giu 26
  • Corso Formazione Generale
    • 17 Giu 26
  • corso Uso, controllo e revisione delle scale portatili
    • 17 Giu 26
  • Corso lavoro in quota: DPI Anticaduta – Imbracature
    • 18 Giu 26
  • corso aggiornamento lavoro in quota/ DPI anticaduta
    • 18 Giu 26
  • Il DUVRI e la verifica dell'idoneità tecnico professionale
    • 18 Giu 26
  • Formazione Specifica Rischio ALTO: IGIENE AMBIENTALE, RACCOLTA RIFIUTI, MANUTENZIONE VERDE
    • 22 Giu 26

LE RECENSIONI DEI CLIENTI

4,7 176 reviews

  • Avatar Giuseppe Anedda ★★★★★ 3 mesi fa
    Ringrazio Aifos per avermi consentito di partecipare al seminario avente per oggetto: “L’impatto delle Nuove Norme CEI 11-27, … More UNI 9612, UNI 11719, sulla Valutazione dei Rischi e sulla Corretta Selezione degli APVR”; ringrazio anche tutti i relatori, bravi nell'esporre i temi in esame in modo esaustivo ed efficace. Grazie anche per l'attestato.
  • Avatar Fabrizio Oricchio ★★★★★ 3 mesi fa
    Nonostante i tempi compressi, le novità introdotte dagli aggiornamenti delle norme tecniche CEI 11-27, UNI 9612 ed UNI 11719 … More sono state illustrate chiaramente ed efficacemente cosiccome il loro impatto sulla Valutazione dei Rischi. Ottimi gli esempi pratici a corredo. Splendido lavoro.
  • Avatar simone zerneri ★★★★★ 2 mesi fa
    un sentito ringraziamento per la tematica - sicurezza scelta-allestimento ed uso della bella invenzione della scala portatile … More ma con i relativi rischi da non sottovalutare.

Calendario corsi ed e-learning

banner

Articoli recenti

  • Escape Room Rischio Chimico 15 Giugno 2026
  • Ricerca personale: tecnico prevenzione 9 Giugno 2026
  • Valutazione dello Stress Lavoro-Correlato: perché il Gruppo di Gestione è il vero fattore di successo del processo 6 Giugno 2026
  • Corsi di aggiornamento in e-learning: la formazione sicurezza diventa più flessibile con Safety Group e AiFOS 5 Giugno 2026
  • Seminario 23/06/26: “Line of Fire e valutazione del rischio: approcci operativi per RSPP e HSE” 3 Giugno 2026

Verifica cassette pronto soccorso

banner

Un graffito per la Prevenzione

banner
Tutti i diritti riservati a Safety Contact SRL | P.IVA 02615140122
Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web per offrire la migliore esperianza possibile, per analizzare in modo anonimo le statistiche del traffico. Cliccando su “Accetta tutti” acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi scegliere "Seleziona" per fornire un consenso controllato, o “Accetta solo i necessari” per accettare solo i cookie necessari al funzionamento del sito.
Accetta solo i necessari Seleziona Accetta tutti

×
Gestisci il consenso

Panoramica sulla privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e capire come utilizzi questo sito web. Questi cookie verranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. Tuttavia, la disattivazione di alcuni di questi cookie potrebbe influire sulla tua esperienza di navigazione.
Necessari
Sempre abilitato
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito web. Questi cookie garantiscono le funzionalità di base e le caratteristiche di sicurezza del sito web, in modo anonimo.
CookieDurataDescrizione
_pk_id.345cbbe5-4630-4585-8d61-2a28262e157f.fc1f1 year 27 daysUtilizzato per riconoscere i visitatori e mantenere le loro varie proprietà.
_pk_ses.345cbbe5-4630-4585-8d61-2a28262e157f.fc1f30 minutesMostra una sessione attiva del visitatore. Se il cookie non è presente, la sessione è terminata da oltre 30 minuti ed è stata conteggiata in un cookie pk_id.
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsQuesto cookie è impostato dal plugin GDPR Cookie Consent. I cookie vengono utilizzati per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie nella categoria "Necessari".
stg_externalReferrersessionMemorizza l'URL del sito web che ha indirizzato un visitatore al sito corrente.
stg_last_interaction1 yearDetermina se la sessione dell'ultimo visitatore è ancora in corso o se è iniziata una nuova sessione.
stg_returning_visitor1 yearDetermina se il visitatore è già stato sul sito internet.
stg_traffic_source_priority30 minutesMemorizza il tipo di traffico che ha portato il visitatore sul sito internet.
viewed_cookie_policy11 monthsIl cookie è impostato dal plugin GDPR Cookie Consent e viene utilizzato per memorizzare se l'utente ha acconsentito o meno all'uso dei cookie. Non memorizza alcun dato personale.
ACCETTA E SALVA
Powered by CookieYes Logo