La prevenzione incendi non riguarda solo le aziende industriali o le attività di grandi dimensioni. È un obbligo che interessa tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati, e richiede una gestione concreta: valutare il rischio, organizzare l’emergenza, informare le persone e verificare periodicamente che quanto previsto funzioni davvero.
Il riferimento normativo principale è il D.Lgs. 81/2008, integrato dai tre decreti ministeriali del settembre 2021, entrati in vigore nel 2022:
- D.M. 1 settembre 2021, relativo al controllo e alla manutenzione di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio;
- D.M. 2 settembre 2021, relativo alla gestione della sicurezza antincendio in esercizio e in emergenza, alla formazione degli addetti e alle esercitazioni;
- D.M. 3 settembre 2021, relativo ai criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro.

La valutazione del rischio incendio: obbligatoria in ogni luogo di lavoro
Il Datore di Lavoro deve valutare il rischio incendio all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), tenendo conto delle caratteristiche reali dell’attività e dei luoghi.
La valutazione non può essere un documento generico: deve considerare, ad esempio, le lavorazioni svolte, i materiali presenti, le possibili sorgenti di innesco, le persone presenti, le vie di esodo, i presidi antincendio, gli impianti, l’eventuale presenza di persone con particolari esigenze e le modalità con cui può svilupparsi e gestirsi un’emergenza.
L’obiettivo è individuare le misure necessarie per:
- ridurre la probabilità che si sviluppi un incendio;
- limitarne le conseguenze;
- garantire l’esodo in condizioni di sicurezza;
- organizzare il primo intervento;
- consentire l’allertamento efficace dei soccorsi esterni.
La valutazione va aggiornata quando cambiano gli ambienti, l’organizzazione, le lavorazioni, le sostanze utilizzate, il numero o le caratteristiche degli occupanti, oppure quando emergono criticità da un evento o da una prova di emergenza.
Quando è obbligatorio il Piano di Emergenza ed Evacuazione?
Il Piano di Emergenza deve essere predisposto nei luoghi di lavoro in cui ricorre almeno una delle seguenti condizioni:
- sono occupati almeno 10 lavoratori;
- il luogo di lavoro è aperto al pubblico e vi è presenza contemporanea di più di 50 persone, indipendentemente dal numero di lavoratori;
- l’attività è soggetta ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco.
Anche dove il Piano di Emergenza non è formalmente obbligatorio, il Datore di Lavoro deve comunque adottare misure organizzative e gestionali adeguate al rischio presente e renderle disponibili ai lavoratori.
Il Piano deve indicare in modo chiaro cosa fare in caso di incendio o altra emergenza: come dare l’allarme, come chiamare i soccorsi, quali percorsi utilizzare per l’esodo, dove raggiungere il punto di raccolta, chi coordina le operazioni e come assistere eventuali persone con esigenze specifiche.
È importante che piano, procedure, planimetrie e ruoli siano coerenti con l’organizzazione reale. Un documento non aggiornato o non conosciuto dalle persone rischia di essere inefficace proprio nel momento in cui serve.
Addetti alle emergenze, informazione e formazione
Il Datore di Lavoro deve designare gli addetti al servizio antincendio, assicurandosi che siano presenti in numero adeguato rispetto ai turni, agli ambienti e alle caratteristiche dell’attività.
Gli addetti devono ricevere una formazione specifica, con durata e contenuti definiti dal D.M. 2 settembre 2021 in funzione del livello di rischio dell’attività. In alcune attività è previsto anche il conseguimento dell’attestato di idoneità tecnica presso il Comando dei Vigili del Fuoco.
L’organizzazione dell’emergenza, però, non riguarda solo gli addetti antincendio. Tutti i lavoratori devono ricevere adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio presenti, sulle misure adottate e sui comportamenti da tenere in caso di emergenza.
Sapere chi chiamare, dove uscire, quale comportamento adottare e cosa non fare può fare una differenza determinante.
Le prove di emergenza: non una formalità
Nei luoghi di lavoro dove è obbligatorio il Piano di Emergenza, i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni antincendio con cadenza almeno annuale, salvo diverse disposizioni previste da specifiche norme o regole tecniche.
La prova di evacuazione serve a verificare sul campo se l’organizzazione è realmente pronta:
- le procedure sono comprensibili e applicabili?
- l’allarme viene percepito da tutti?
- le vie di esodo sono libere e facilmente utilizzabili?
- gli addetti conoscono il proprio ruolo?
- le persone raggiungono correttamente il punto di raccolta?
- ci sono difficoltà legate a turni, visitatori, appaltatori o persone con esigenze specifiche?
Una prova ben svolta non si limita a “far uscire le persone”: permette di osservare ciò che accade, registrare le criticità e definire gli interventi di miglioramento. È utile predisporre un verbale della prova, con lo scenario simulato, le persone coinvolte, le tempistiche, le anomalie riscontrate e le azioni da programmare.
Per approfondire il tema: Prove di emergenza ed evacuazione: strumenti e proposta operativa.
Controlli, manutenzione e registro antincendio
Estintori, idranti, porte tagliafuoco, impianti di rilevazione e allarme, illuminazione di sicurezza, evacuatori di fumo e calore e altri sistemi di protezione devono essere mantenuti efficienti.
Il D.M. 1 settembre 2021 richiede che i controlli e gli interventi di manutenzione siano registrati in un apposito registro, costantemente aggiornato e disponibile in caso di verifica.
Il registro non è un semplice adempimento documentale: è lo strumento con cui l’organizzazione dimostra di monitorare l’efficienza dei presidi e di programmare le attività necessarie.
Approfondisci: Sorveglianza antincendio e registro controlli.
Attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco
Una precisazione importante: non esiste solo il tema del “certificato prevenzione incendi”. La disciplina di riferimento è il D.P.R. 151/2011, che individua nell’Allegato I le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.
Per queste attività occorre verificare il corretto iter autorizzativo presso i Vigili del Fuoco, che può comprendere la valutazione del progetto, la presentazione della SCIA antincendio, i rinnovi periodici di conformità antincendio e gli eventuali controlli.
Rientrano nell’elenco, a titolo di esempio, molte attività con specifiche caratteristiche dimensionali o di rischio: autorimesse, alberghi, scuole, locali di pubblico spettacolo, attività commerciali, depositi, centrali termiche, strutture sanitarie e attività industriali.
Essere soggetti al D.P.R. 151/2011 comporta obblighi aggiuntivi verso i Vigili del Fuoco, ma non sostituisce gli obblighi del Datore di Lavoro previsti dal D.Lgs. 81/2008: valutazione del rischio incendio, gestione dell’emergenza, formazione, manutenzione e prove restano sempre aspetti fondamentali.
I servizi Safety per la prevenzione incendi e la gestione delle emergenze
Safety affianca aziende, enti pubblici e organizzazioni private nella gestione degli adempimenti antincendio, con un supporto tecnico e formativo calibrato sulle caratteristiche dell’attività, degli ambienti e delle persone presenti.
In particolare, possiamo supportare le organizzazioni per:
- sopralluoghi e verifica dello stato di gestione della sicurezza antincendio;
- redazione o aggiornamento della valutazione del rischio incendio, integrata nel DVR;
- predisposizione e aggiornamento del Piano di Emergenza ed Evacuazione, delle procedure e delle planimetrie;
- verifica dell’eventuale assoggettabilità dell’attività ai controlli di prevenzione incendi previsti dal D.P.R. 151/2011;
- supporto nella gestione del registro antincendio, nella programmazione dei controlli e nella verifica della documentazione di impianti e presidi;
- organizzazione e conduzione di prove di emergenza ed evacuazione, con verbale, rilevazione delle criticità e definizione delle azioni di miglioramento;
- formazione degli addetti antincendio nei livelli 1, 2 e 3 e relativi aggiornamenti;
- percorsi di informazione per tutti i lavoratori e formazione specifica per responsabili, coordinatori dell’emergenza, dirigenti, preposti, RSPP, ASPP e RLS;
- esercitazioni e simulazioni mirate per rendere le procedure realmente applicabili nel contesto aziendale.
L’obiettivo è trasformare gli obblighi normativi in un sistema di prevenzione concreto, conosciuto dalle persone e verificato nel tempo.
In sintesi
Per una gestione antincendio efficace è necessario:
- valutare e aggiornare il rischio incendio nel DVR;
- verificare se ricorre l’obbligo del Piano di Emergenza;
- designare e formare gli addetti antincendio;
- informare tutti i lavoratori sulle procedure da seguire;
- mantenere efficienti impianti e presidi antincendio;
- tenere aggiornato il registro dei controlli;
- svolgere e verbalizzare le prove di emergenza;
- verificare l’eventuale assoggettabilità dell’attività al D.P.R. 151/2011.
La prevenzione incendi non si esaurisce nella predisposizione di un documento o nell’acquisto di un estintore: è un’attività continua, che coinvolge luoghi, impianti, organizzazione e persone.
Per una prima verifica della situazione della vostra organizzazione o per programmare gli interventi necessari, contattateci: valuteremo insieme la documentazione disponibile, le caratteristiche dei luoghi di lavoro e le attività da mettere in campo.
Per approfondire le attività di supporto e i percorsi formativi disponibili: Sicurezza antincendio e Gestione delle emergenze: informazione e addestramento.
A cura di Mauro Pepe
Articolo realizzato con la collaborazione dell’Intelligenza Artificiale.
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